Infortunistica stradale

Danno biologico

Quando da un sinistro stradale consegue una compromissione dell'integrità psicofisica al danneggiato è riconosciuto il diritto al risarcimento del cd. danno biologico, inteso quale particolare specie del danno alla salute. In sostanza, il rapporto sussistente tra i concetti di danno alla salute e danno biologico è di genus (danno alla salute) e species (danno biologico). Sotto il profilo della liquidazione del danno devono individuarsi due sottocategorie di lesioni a seconda del grado di entità; tale distinzione trova origine nei diversi parametri legali per la liquidazione del relativo danno biologico.

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BIOLOGICO

DANNO BIOLOGICO COME CONSEGUENZA DI LESIONI “MICROPERMANENTI” (LESIONI DI NON LIEVE ENTITÁ  – art. 139 del Codice delle Assicurazioni Private)

Si parla di lesioni “micropermanenti” quando il grado di menomazione è compreso tra 1% e 9%: in questo caso ai sensi dell’art. 139 del Codice delle Assicurazioni la liquidazione del danno biologico avviene secondo la tabella unica nazionale aggiornata ogni anno dal Ministero dello Sviluppo Economico, mediante la quale viene determinato il valore dei punti percentuali di menomazione in rapporto all’età del soggetto (a parità di lesione maggiore è l’età del danneggiato e minore il danno da liquidarsi)

Mentre per le lesioni “macropermanenti” (dal 10% al 100%) il grado di invalidità è più facilmente accertabile in ragione della gravità della menomazione, nel caso delle lesioni “micropermanenti” è fondamentale la tempestività dei controlli medici e degli accertamenti diagnostici, in quanto ai sensi della Legge n. 27 del 2012 non è risarcibile il danno biologico, quale conseguenza di lesioni fisiche che non siano suscettibili di accertamento clinico strumentale obiettivo (radiografie, ecografie, risonanze, ecc.).

DANNO BIOLOGICO COME CONSEGUENZA DI LESIONI “MACROPERMANENTI” (LESIONI DI NON LIEVE ENTITÁ – art. 138 del Codice delle Assicurazioni Private)

Si definiscono “macropermanenti” le lesioni con grado accertato compreso tra il 10% ed il 100%.

Per tali lesioni non esiste una tabella unica nazionale, come per le lesioni micropermanenti”, (in realtà l’art. 138 del Codice delle Assicurazioni Private prevede i criteri per l’elaborazione di tale tabella, ma non è ancora stata approvata a livello ministeriale); pertanto, la liquidazione del danno viene determinata sulla base di tabelle elaborate in uso presso i singoli Tribunali.

Proprio perchè in passato a parità di grado di lesione psicofisica si assisteva a quantificazioni del danno biologico diverse a seconda della tabella in uso a quello o quell’altro Tribunale (le tabelle maggiormente diffuse erano quelle in uso presso i Tribunali di Milano e Roma), negli ultimi si è verificata una uniformità dei criteri di calcolo del danno biologico conseguente a lesioni “macropermanenti”.

In particolare, con la sentenza n. 12408 del 07/06/2011 della Corte di Cassazione, Sezione III le tabelle predisposte dall’Osservatorio sulla Giustizia Civile di Milano in uso presso il Tribunale di Milano (e da diverso tempo anche presso il Tribunale di Ravenna) hanno acquisito rilievo su tutto i Fori del territorio nazionale sulla base del seguente principio di diritto esplicitato dalla suddetta pronuncia: “poiché l’equità va intesa anche come parità di trattamento, la liquidazione del danno non patrimoniale alla persona da lesione dell’integrità psico-fisica presuppone l’adozione da parte di tutti i giudici di merito di parametri di valutazione uniformi che, in difetto di previsioni normative (come l’art. 139 del codice delle assicurazioni private, per le lesioni di lieve entità conseguenti alla sola circolazione dei veicoli a motore e dei natanti), vanno individuati in quelli tabellari elaborati presso il tribunale di Milano, da modularsi a seconda delle circostanze del caso concreto”.

Ora, da una lettura superficiale delle tabelle in questione il calcolo del danno biologico conseguente sia a lesioni “”micropermanenti” sia a lesioni “macropermanenti” sembrerebbe una semplice operazione aritmetica, essendo sufficiente individuare il valore monetario tabellare della corrispondente percentuale di menomazione in relazione all’età del danneggiato; in realtà la liquidazione del danno biologico è attività tutt’altro che facile.
Infatti, per determinare l’integrale diritto al risarcimento del danno non patrimoniale (nel quale rientra, quale sottocategoria, anche il danno biologico) devono essere considerate anche le altre voci di danno risarcibili e soprattutto “sapere usare” le tabelle, in quanto quella ministeriale per lesioni “micropermanenti” e quella milanese per lesioni “macropermanenti” stabiliscono punti di danno mediante parametri diversi (a titolo esemplificativo, il punto di danno biologico delle tabelle milanesi comprende anche il danno morale secondo la concezione unitaria del danno alla persona elaborata dalla nota sentenza n. 26972 del 2008 della Corte di Cassazione, Sezioni Unite).
Pertanto, affidarsi a un professionista specializzato ed esperto in materia di infortunistica, quale lo Studio Legale dell’Avvocato Francesco Papiani, è quantomai fondamentale al fine di ottenere il giusto risarcimento conseguente a sinistro stradale.

Per qualunque informazione lo Studio Legale dell'Avvocato Francesco Papiani è a disposizione

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